Quel lucchetto rimasto chiuso

Kataweb ha partecipato al primo 'Lock date party' italiano che si èvolto giovedìera allo Chalet di Roma

Un parcheggio gremito quello dello Chalet, locale trendy alle spalle dello stadio Olimpico a Roma dove si svolge il primo Lock Date Party italiano, il nuovo gioco per single alla ricerca dell.anima gemella. Mi affretto perchèono molto in ritardo rispetto alla tabella di marcia: tutti dentro alle 21:30, questo il primo comandamento dell.organizzazione. Sono le 23 e mi preoccupo, forse non trovo piùsuno. Invece, una folla eterogenea si accalca all.ingresso. Bene, mi decido ed entro. E. ora di mettersi in gioco. Oltre la porta una discoteca grande dove non sono mai stata prima, musica a volume accettabile, pista da ballo, divanetti e un angolo un po. appartato, arredato in stile orientaleggiante con letti pieni di cuscini per chi èlla ricerca di un momento di maggiore intimitàlontano dalla folla. Poso la giacca al guardaroba e mi avvicino ad un banchetto dove le hostess mi consegnano un lucchetto chiuso da mettere al collo, un numero di riconoscimento da attaccare sulla maglietta ed una scheda dove appuntare i numeri delle persone interessanti. Mi guardo intorno. Un sacco di gente davvero. Stando al numero dei lucchetti e delle combinazioni consegnate dovrebbero esserci circa quattrocento persone. Mi lancio nella folla con la curiositài capire cosa puòcadermi. Donne con lucchetti alla ricerca dell.uomo che sia in grado di aprirli e uomini con la combinazione di numeri alla spasmodica ricerca del lucchetto combaciante. Anche io ho il mio lucchetto, non resta che cercare o farsi trovare. Il gioco èutto qui. Obiettivo: rompere il ghiacco, il resto si vedrà

Mi faccio spazio tra la folla che invade la pista, si balla, ci si guarda intorno incuriositi. E. il momento degli approcci e infatti ecco Giuseppe, 35 anni (scopriròbreve) che con la scusa del lucchetto si lancia nel discorso e mi racconta che per lui èa prima volta: .In fondo èivertente si passa una serata diversa dal solito, si fa amicizia e poi se sono rose fioriranno, dici che potrebbero essere rose?. . mi chiede occhieggiante. Sorrido faccio finta di essere lusingata, ci scambiamo i numeri sulla maglia e via: altro giro, altra corsa. Tra una combinazione e l.altra, conosco nell.ordine Fabrizio, Marco, Maurizio, Stefano e Francesco ma il lucchetto niente, non si vuole proprio aprire. Francesco èimpatico e accetto di farmi offrire da bere. Ci avviciniamo al bancone del bar mi prendo una birra, lui rum e coca, tra un sorso e l.altro ci scambiamo impressioni e ci facciamo qualche risata per sdrammatizzare una situazione, che di fatto, èer entrambi un po. fuori dal comune. Nel mucchio c.èi tutto, l.etàon conta, non èiscriminante. Maddalena 52 anni mi racconta di essere .venuta per pura curiositàociale con delle amiche.. Certo. Mi alzo, chiacchiero, bevo, i divanetti sono pieni di gente seduta che parla, non trovo posto e, dopo un paio d.ore, rifletto sulla disfatta del mio lucchetto inviolato chiedendomi .se il mio fantomatico principe della combinazione si sia invaghito di qualcun.altra, preferendo abbandonare la ricerca.. Abbandonata, senza neppure essere sedotta, insomma. E neppure con la soddisfazione di portare a casa uno dei premi estratti tra le coppie che hanno avuto la fortuna, e perchéo, anche la caparbietài cercarsi, trovarsi e aprire il lucchetto. Vincere il viaggio in palio non mi sarebbe affatto dispiaciuto, ma il maledetto lock èimasto serrato, quindi niente da fare. Almeno mi sono divertita e, all.attivo, mi restano un paio di numeri di persone carine che forse, domani, mi contatteranno. Forse.

Le regole del gioco 

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13/11/2004