Per dimostrarne l’importanza è stato utile adottare una prospettiva decostruttivista (Garfinkel: 1967, Goffman: 2001) e situazionale. Questa mi ha permesso di considerare “i modi in cui il mondo sembra tenersi insieme (...) attraverso l’analisi dei modi in cui si sgretola” (Matteucci:2001, 24). Anche se non ho svolto dei veri e propri breaching experiments, ho avuto l’occasione di constatare le reazioni - anche di me stessa - a violazioni messe in atto da altri giocatori. “Ad Emiliano non faccio in tempo a presentarmi. Vede la mia amica a fianco a me e dice di essersi innamorato, scala di un posto e mi salta e mi lascia altri tre minuti in balia del cabarettista. E’ interessante questo caso di violazione delle regole. Chi vede finge di non vedere “l’illegalità”” (S.D.). In questo caso il ragazzo non ha rispettato i turni e la sequenza degli incontri. La reazione degli astanti è la deferenza. Nell’ottica della prospettiva drammaturgica goffmaniana: “quando gli attori fanno un passo falso (..) il pubblico può diplomaticamente non vedere la svista o accettare prontamente la scusa che viene offerta” oppure “quando questi è notoriamente un principiante, e quindi soggetto più del normale a errori imbarazzanti, il pubblico spesso mostra speciale considerazione trattenendosi dal creare quelle difficoltà che potrebbe altrimenti provocare.” (Goffman: 1969, 14) Un altro esempio di violazione delle regole suscita invece una reazione ben diversa: “Un ragazzo si avvicina e mi saluta “Ciao Silvia” (il mio nome è scritto sul cartellino col numero che ho attaccato alla camicetta). Lui non ha né numero, né nome. Questo mi infastidisce e mi fa sentire in una posizione vulnerabile, rispetto al suo sicuro anonimato. Dissimulando la mia disapprovazione per il suo gesto, che mi è subito sembrato maleducato perché contro l’etichetta, gli domando chi sia, visto che lui sa già tutto di me e io nulla di lui. “Mi chiamo Andrea, ma perché dovrei appendermi quel coso addosso, mi dà fastidio”. E io “Stai giocando, no? Allora rispetta le regole” sempre col sorriso sulle labbra. Nel frattempo mi accorgo di come spontaneamente io abbia sanzionato il comportamento di quel giocatore considerandolo scorretto. Andrea sembra scocciato, non ha nemmeno la penna per scriversi il nome, è arrivato in ritardo ed evidentemente non ha capito come funziona.” (T. P.)
"La produzione culturale delle Relazioni di coppia", di Silvia Salvador.