Volevo un personaggio che desse a intendere di essere forte, di avere le idee chiare, addirittura di rimettere a posto le coppie. Ma in casa la psicologa sembra non sapere che esiste il calo del desiderio...Sono io che devo ricordarle: «Lo hai detto a una coppia di Trieste!». Insomma, in realtà non è forte per niente. Mi diverte moltissimo che una psicologa, nel camerino del trucco, prima di andare in scena, chieda consigli al suo truccatore, alla guardarobiera, su come si deve comportare con l'amante. Perché la moglie tradisce Gilberto già da due anni e la figlia adolescente sa tutto. È un momento di confusione sentimentale. Un poeta latino ha detto: «Spesso un'amante ha salvato più di un matrimonio». Forse questo è stato importante per i nostri nonni, la famiglia era sacra e l'amante salvava capra e cavoli. Oggi non funziona più.
Mio padre mi ha detto: «Anche noi potevamo avere momenti di sbandamento, di depressione, però avevamo un'etica per la quale si doveva andare avanti». Come si cerca di risolvere il problema oggi? Meccanicamente, con il Viagra? Io non l'ho mai provato, ma mi dicono che ci deve essere una motivazione. Questo film è anche un autoritratto? Mi sono raccontato in un momento delicato, perché a cinquant'anni sei una via di mezzo, né vecchio né giovane. Però è una buona età, mi sento più equilibrato, prendo le cose con maggior filosofia e riesco ad avere una grande concentrazione nel lavoro. Questo film, per esempio: bastava sbagliare una tonalità qua e là e si perdeva. Sul piano personale è tanto importante avere un bellissimo rapporto con i miei figli e con Gianna, mia moglie: siamo separati da tanti anni, ma abbiamo recuperato bene una situazione che all'inizio poteva essere difficile.